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Quoto: “E ora Johansson, tra i sostenitori di Obama, non è popolarissima. Perché si è fatta pubblicità rischiando di danneggiarlo parecchio. Con elettrici magari non giovani e coniugate, quelle che tifavano Hillary; con gli elettori che a vederlo capitolare davanti alla prima biondina avrebbero dubitato della sua tempra di comandante in capo; con tutti gli americani che stanno affrontando lotte interiori e non-dette con il proprio atavico razzismo. Che magari finiscono a non votare un nero perché si fa troppe donne bianche [mio corsivo]. E’ successo due anni fa; il brillante deputato nero Harold Ford ha perso al Senato nel Tennessee causa spot allusivi a sue storie con bionde; e l’incubo Ford viene evocato, ora.”
Per poi arrivare alla conclusione tautologica: “Le bionde finte tonte trovano sempre qualche cavaliere (spesso tra gli intellettuali, e a sproposito, anche questo si sa).” Il Corriere sta puntando tutta la sua coverage della campagna di Obama sul colore della sua pelle. A me sembra che questa roba sia di un accondiscendente spaventoso. Il fatto che io invece di Harold Ford abbia letto Harrison Ford è un’altra storia.
Uhm, il corsivo è tuo davvero? Inquietante